L’italiano deriva dal celtico
I linguisti fanno marcia indietro…

Il dipartimento degli Studi di Italianistica dell’Università degli Studi di Firenze, in seguito alla spinosa polemica della Lega relativa alla proposta di introdurre il dialetto come materia obbligatoria nelle scuole italiane, ha annunciato di recente di aver intrapreso una serie di iniziative volte a chiarire una volta per tutte la supremazia di un unico idioma dialettale nella nostra penisola.
Come da impostazione tradizionale, l’italiano – lingua neolatina detta anche romanza (dall’avverbio romanice riferito al parlare in vernacolo o romanice loqui, distinto dal latine loqui) – è imparentato al fiorentino, anche se i primi esempi di lingua volgare scritta si troverebbero nella poesia dei Poeti Siciliani della corte di Federico XII di Svevia.
Una lingua che, come ogni altro strumento di comunicazione a doppio binario – dunque tanto scritta che parlata – ha subito, nel tempo, una certa diversificazione al suo interno; se infatti da un lato la lingua letteraria si è evoluta seguendo il modello trecentesco di Petrarca per la poesia e di Boccaccio per la prosa, la parlata ha avuto a livello locale delle varietà che nel tempo hanno concorso all’affermazione tanto dell’italiano standard, che della relativa specializzazione regionale in dialetti e altre lingue minori. Tuttavia, oggi, alla luce degli ultimi fatti politici, si è sentita la necessità di svecchiare questa impostazione non del tutto corretta, a quanto pare.

Dopo che negli scorsi giorni la Lega, nella persona di Umberto Bossi, si è espressa relativamente all’annosa questione, facendo una proposta che i più hanno accolto facendosi beffe del Senatur e dei sei suoi vassalli, i più illustri italianisti, linguisti e dialettologi del Paese hanno finalmente sciolto le immotivate riserve a riguardo, chiarendo, per la prima volta nella storia, che l’italiano deriva dal celtico e non dal fiorentino, e che dunque i dialetti di ascendenza e discendenza celtica sono gli unici ad avere diritto di statuto in Italia.
Felice della sua vittoria, il propugnatore del “celo-durismo” si è detto subito soddisfatto. Finalmente l’Italia ha ammesso, proprio nella cosiddetta culla della lingua italiana, l’inammissibilità di fonti storico-letterarie frammentarie, manipolate da studi pretenziosi costruiti ad arte per ragioni di desiderio di preminenza politica sulla gloriosa Padania e i gloriosi padani.
I docenti degli Atenei italiani e i rettori tutti dello Stivale, si stanno unendo per decidere, per il prossimo anno accademico, di approntare le dovute rettifiche all’erronea impostazione. La Gelmini si unisce alla gioia dei fazzoletti verdi.
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comments (8)


Ah, cribbio, è finita. Se farò un altro libro lo scriverò in dialetto. Ah, se non mi cacciano prima fuori: ho un nick extracomunitario
ora capisci perché i fazzoletti verdi sembrano sempre pieni di birra celtica, quando parlano? primo perché è vero, secondo perché il celtico è con noi!!!
sono celtico e non lo sapevo. e ora chi cazzo lo dice a mia madre
vabbé, guarda che a occhio e croce si vedeva. lo sapevano tutti…
Lezioncina di Storia del Prof. L. Tonini. Annibale passò le Alpi (218 a.C.), i Celti si unirono a lui contro Roma, ma furono gli unici, gli altri popoli italici si guardarono bene dal rompere l’alleanza. Quando Annibale fu sconfitto, i Romani andarono dai Celti della pianura padano veneta e chiesero: e mo? che famo? le risposte erano due, o i Celti insistevano contro Roma e andavano contro all’estinzione certa, o migravano da un’altra parte. Di comune accordo fu scelta la Dacia, l’attuale Romania. Ergo, gli attuali rumeni discendono (anche) dai celti. Quindi Bossi e i suoi inneggiano a una pianura non Padana, ma pannonica… A prova di questo, si vedano le oltre 25mila aziende italiane in Romania, tutte delocalizzate da Lombardia e Veneto. Poi qualcuno da la colpa ai cinesi se il PIL è calato del 6%…
che bravo questo prof!
Mh, mi fate pensare ad una cosa: chi si offre per scrivere un articolo dal nome “IL BIG BANG E LA PANGEA PADANA secondo U.Bossi”?
Prof. T. la tua scolaretta del cuore fa il tifo per te!