Geologi a confronto: quello in Abruzzo non era un vero terremoto

A quasi cinque mesi dal sisma che la mattina del 6 Aprile alle ore 3.32 ha colpito l’aquilano e altre zone dell’Abruzzo – rendendosi percepibile fino in Campania – i geologi dell’Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia fanno una rivelazione choc. Tale rivelazione andrebbe ad avvalorare quanto nei mesi precedenti all’evento gli uomini della Protezione Civile hanno più volte rimarcato, ovvero che non c’era nessun fenomeno sismico in arrivo e che l’agitazione e il panico dovuti alle prime pseudo-avvisaglie di Madre Natura erano del tutto ingiustificati.
«Sembrerebbe» dicono gli esperti «ma siamo in attesa di ulteriori riscontri, che le scosse sfociate poi nell’evento che ha mietuto 300 vittime e lasciato un numero enorme di persone senza una dimora, siano legate ad un fenomeno diverso da quello che si è ritenuto fino ad oggi».
Il capo della Protezione Civile infatti, certo di aver visto giusto ignorando con coscienza le suppliche dei cittadini aquilani che da mesi invocavano un piano che potesse in qualche modo prepararli a difendersi dall’imminente terremoto – e certo soprattutto che i terremoti non si possono “prevedere” né si potevano correttamente interpretare i segnali della tremante terra d’Abruzzo che da ottobre 2008 sino a qualche giorno prima dell’evento, si facevano più pressanti – l’ha spuntata sul tecnico di laboratorio Giuliani, il quale asseriva che studiando le variazioni del gas radon è possibile meglio interpretare i fenomeni sismici. 
Alla luce dei nuovi riscontri, parrebbe invece che la vera causa dell’evento catastrofico che di un sisma aveva solo la parvenza, sia da imputare all’accumulo di gas inquinanti nel sottosuolo – gas insomma prodotti dalle attività umane e particolarmente dalle attività industriali praticate nei dintorni de L’Aquila. Gli esperti aggiungo inoltre, che a potenziare l’effetto dell’esplosione conseguente alla fuoriuscita di tali gas, hanno concorso una serie di eventi accidentali sulla cui natura si sta ancora investigando, ma non si esclude il dolo. La Procura prevede di aprire un fascicolo d’indagine per strage colposa. Per ora si tratterebbe di una denuncia contro ignoti.
«Qualcuno doveva essere informato dei fatti» dicono i geologi «e soprattutto dello smaltimento illegale di bombole – presumiamo – di un gas/inquinante così potente, di cui però non conosciamo le caratteristiche».
Questa rivelazione arriva proprio all’indomani delle ennesime polemiche sull’operato di Bertolaso. I cittadini aquilani, finalmente rassicurati, si uniscono al Sindaco Cialente per porgere le scuse ufficiali a tutti gli uomini della Protezione Civile locale che già mesi prima dell’evento drammatico sfatavano immotivati timori relativi all’arrivo di un terremoto, chiedendo che tutti restassero al sicuro nelle proprie case e che non dormissero in auto creando ulteriore panico nel resto della popolazione.
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Alessandra Di Gregorio
comments (4)


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o.O – forse non si è colto lo spirito dell’articolo?
Si è colto, e anche quello della nostra-non giornalista: sei tremendamente spietata e polemica!
Per questo sarai premiata!
A Natale ti manderemo un cesto con un Dobermann, grarh.
Grazie Capo! quanto vorrei, nel profondo del mio cuoricino, che il Signor B (il supremo) e l’altro Signor B (che stando a capo della Protezione Civile governa l’Italia) leggessero i nostri articoli qualche volta
sigh
per il dono natalizio, mi raccomando la museruola. non vorrei che mordesse il corriere