SCUSI, SIGNOR CONSUMATOR

Immagine-31-150x150Quando ricordi stai diventando vecchio, dico in una mia poesia, ma la memoria è storia ed è retaggio, continuo. Ci credo io a questa cosa ed a questo proposito voglio narrarvi una brevissima storiella. Si colloca nel 1969, anni confusi…appena dopo il maggio, in una scuola L’I.T.I.S. Ettore Molinari, gloriosa frontiera della lotta studentesca di Milano…sia diurni che serali, una specie di Statale degli Studenti Medi, molti la ricorderanno. Un’occupazione, una delle tante , ma sotto Natale…in dicembre. Io ragazzino stupivo dei gruppi di studio, delle ipotesi di mondo alternativo, della narrazione di una storia diversa da quella che mi rimandavano i miei libri…e lo stare insieme, le assemblee, l’uso di una scuola che vedevamo diversa da quella dei padroni, allora si avevano categorie di classificazione piuttosto nette, ma non è di questo che vi voglio parlare ora e qui quindi sorvolerò su inutili richiami autobiografici che, sinceramente, rischiano solamente di annoiarvi. Arrivando al sodo, rapidamente in stile post, così caro, sembra, ai lettori contemporanei. Torniamo insieme quindi ad una sera di un’occupazione qualsiasi nell’atrio della scuola in questione…costruzione moderna, allora, piuttosto ampia, a due entrate, l’una più nettamente professorale e genitoriale, che dava accesso agli scaloni che portavano in segreteria , l’altra decisamente studentesca che dal deposito delle biciclette e dei motorini dava sull’atrio, più “scolastico”. Da lì si accedeva all’Aula Magna, ai corridoi del piano rialzato ed allo scalone che portava ai due piani superiori. Noi siamo lì…in entrata, giovani ed abbastanza ingenui, beati.
E’ sera, una delle primissime sere delle mie primissime occupazioni….si sta facendo buio. All’improvviso dalla scala si leva un canto…stranamente Natalizio, un’ anacronismo assoluto in quel contesto, un piccolo corteo dieci persone….portano tutti il camice bianco di laboratorio analisi, cantano qualche cosa sulla falsa riga di Bianco Natale…hanno candele accese e le fanciulle portano fascette con ornamenti natalizi fra i capelli…cantano quel che segue

SCUSI SIGNOR…CONSUMATOR
Lei lo sa cos’è il Natal ?
è soltanto un Sabba infernal,
inventato dal gran capital
Per Rubare i quattrini
anche a chi non ne ha
Ma, per rubare i quattrini, che cazzo c’entra Gesù?

La tredicesiam che hai con te,
la devi spendere senza un perchè,
Anche se, in fondo, la ragione c’è
Questo sistema ha bisogno di te
In ogni regalo od acquisto
ci paghi una bomba al napalm
Ma In ogni regal od acquisto, che cazzo c’entra Gesù?

La Rai TV ti dice che
Natale è festa di pace e d’amor
Certo nel Vietnam la pace non c’è
i morti a Milano ci gridano che
il capitalismo ci uccide
sfruttandoci sempre di più
Ma se il capitalismo ci uccide, che cazzo c’entra Gesù?

Comunisti, direte voi, quelli son gli anni in cui tutti lo sono, nasce il Movimento Studentesco, si affermano Avanguardia operaia e Lotta Continua, sono anni belli…molto divertenti, anni che io ricordo con struggente ed assoluta nostalgia. Si modula sul Comunista più severo…su chi porti la vera linea…ma no non sono comunisti quelli che stanno cantando questa canzone…scappa da ridere, tempi strani perché quel gruppetto sparuto è composto di cattolici…e qualche comunista spiritoso, diciamolo. “Cattolici per il socialismo” si chiamavano…strana gente, che parlava di Don Milani, della scuola di Barbiana e del motto “ I care” che sostenevano avesse inventato lui. Gente strana dicevamo, in quei tempi. Ma quella canzone e quel corteo li ho fissati nella memoria e nel cuore e se devo dirvi la verità una parte dell’immagine di Dio che ho in questi anni deriva da lì…da quella canzone e quel corteo, ve la regalo con i migliore auguri di Buon Natale, nell’unico modo in cui riesco a pensarli per voi

Giandiego Marigo

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